Hysterical Literature

Solé è afroamericana, bella e sensuale. Indossa una semplice maglia nera e tiene le sue lunghe e sottili trecce legate a mo’ di chignon. Solé sta leggendo e non può lasciarsi distrarre da nulla. La scena è sobria, scarna: un tavolo e uno sfondo scuro. Sembra quasi un interrogatorio. Oppure, è quel nebbioso luogo della nostra mente dove andiamo quando stiamo troppo presi da una lettura. E’ tutto in bianco e nero, come se Solé e il suo libro fossero soltanto un sogno lontano e, a suo modo, proibito. Il grigiore spento non rende giustizia al calore vivo della pelle di Solé, ma la luce comunque la rende morbida, vellutata. Solé legge ad alta voce un passo tratto dal libro Beloved di Toni Morrison e poi si lascia andare in un orgasmo travolgente e spontaneo. Del tutto inatteso o forse non proprio. Ora riusciamo a capire il perché della sua voce un po’ rotta e roca e il perché delle sue pause troppo lunghe. L’orgasmo era lì fin dall’inizio, come una spina nella carne in attesa di essere estratta. Alla fine, Solé ci guarda, scoppia in una risata liberatoria e si copre il volto, leggermente a disagio. Tutto questo non è un sogno erotico, ma un progetto del fotografo e regista Clayton Cubitt.

Hysterical Literature si chiama ed è una raccolta di brevi video, tutti sulla stessa linea di quello appena descritto. A queste donne è stato chiesto di sedersi ad un tavolo e di leggere dei brani tratti dal loro libro preferito, in questa atmosfera spoglia e monocromatica. Sotto il tavolo, fuori dal controllo delle lettrici, un vibratore per stimolarle. E’ pornografia? Il fatto che la serie dei video possa essere trovata senza censure su Youtube è una risposta a questa domanda. Non ci sono immagini esplicite e anche solo la presenza di un intento artistico cozza con gli scopi della vera pornografia. E’ arte? Everything is art, when it’s done right (tutto è arte, se è fatto bene), dice Cubitt. E’ l’espressione dell’eterna battaglia tra la mente e il corpo. Non solo, tra l’arte (e la cultura, l’intellettualità in genere) e il sesso. Un confronto che si trascina da secoli, da quando con la mente abbiamo cercato di incatenare il corpo e con l’arte abbiamo dato delle forme ai nostri istinti primordiali, inconsciamente. Poi, l’arte si è tutta protesa verso l’erudizione, ma adesso sta cercando di rientrare nella nostra fisicità. E per farlo, Cubitt ha messo l’arte sul tavolo e il sesso sotto il tavolo, in un gioco di visibilità e di intimità. Un po’ come succede ai presentatori dei telegiornali, sempre ripresi dalla cintola in su, e ci si chiede che cosa avvenga nel buio del sotto.

E’ un esperimento a due livelli: uno interno e uno esterno. Per il livello interno, già abbiamo accennato al contrasto fra mente e corpo. Ma non solo: sotto la lente d’ingrandimento c’è il rapporto della sessualità femminile con il concetto che la società ha di essa e del pudore. Non a caso il progetto si chiama Hysterical Literature. L’isteria, dal greco hysteron,utero, indica una tipologia di attacchi nevrotici molto intensi, associati alla femminilità e alle sue distorsioni. E tra le distorsioni, nel passato, rientrava anche il piacere femminile. Nel livello esterno, c’è l’osservazione della reazione della gente. Un tempo l’arte e la sua espressione si esaurivano nei limiti delle rappresentazioni. Ora, anche, e soprattutto, la reazione del pubblico rientra nell’idea stessa della ricerca artistica. Oscillando tra il disprezzo e l’approvazione, è proprio tra le braccia delle persone che oggi l’arte consuma il suo senso di esistere. C’è chi dice che gli artisti che non riescono a fare arrabbiare nessuno non siano dei veri artisti. Cubitt c’è riuscito a sollevare un buon polverone: ha toccato i tasti giusti e i suoi video sono diventati virali in pochi giorni, tra critiche e detrattori. Le sessioni delle letture non sono ancora terminate, il lavoro è ancora in corso d’opera e può essere seguito al sito http://hystericalliterature.com.

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