Chemotherapy Update

Brescia si è scoperta ammalata poco tempo fa, quando l’inchiesta di Presadiretta ha mostrato a tutta Italia l’inquinamento da Pcb che ha colpito i terreni della città e della provincia. In verità, il problema non è affatto recente, ma risale alla metà degli anni ‘80, quando è stata chiusa la Caffaro, la fabbrica bresciana che fin dagli anni ‘30 produceva migliaia di tonnellate di Pcb (policlorobifenili), un pericoloso cancerogeno, versandone in grande quantità allo stato puro nell’ambiente circostante. E lì è rimasto, perché i terreni non hanno mai subito nessuna bonifica. Cancerogeno significa che è potenzialmente pericoloso per l’organismo umano, come la diossina.

Filippo Minelli è un artista riconosciuto a livello internazionale ed è nato a Passirano, nella provincia di Brescia. Da bambino giocava tranquillamente sui terreni inquinati e il 25 dicembre del 2010 ha scoperto di avere una grave forma di Linfoma Non-Hodgkin, un tumore al sangue, che nel suo caso ha colpito anche il fegato, la milza, il midollo e i polmoni. Contro ad ogni aspettativa, è guarito e ha fatto del suo lungo periodo di cure intensive una singolare mostra fotografica, all’insegna di un’agrodolce ironia. Nell’isolamento del reparto di Ematologia, a causa delle difese immunitarie indebolite dalla chemioterapia, ha aperto un blog, Chemotherapy Update (http://chemotherapyupdate.tumblr.com), che è diventato un ironico e graffiante diario d’aggiornamento sul suo stato fisico ed emotivo e sugli stadi delle sue cure.

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Attraverso delle semplici fotografie corredate da brevi frasi di fulminante sarcasmo, Minelli ci dà l’opportunità di immergerci nelle pieghe più quotidiane ed intime della vita di una persona malata, senza mai scadere nel sentimentalismo o nel commovente: il liquido della chemio fa pensare alla vodka, le pillole della cura sembrano quelle di Matrix, il prete che fa le visite ai pazienti messaggia con Dio per ricevere delle istruzioni, un cibo diventa ancora più prelibato proprio per il fatto che è proibito, la macchina della TAC è come un’accogliente vagina. E di fronte a queste immagini si sorride, con sincerità, anche se sullo sfondo rimangono ben evidenti la sofferenza e il grigiore dell’ospedale. Oltre alle fotografie, Minelli propone anche delle opere più concrete: i resti delle cure (sacche per la chemioterapia, siringhe, medicinali) e la terra delle campagne inquinate in cui l’artista giocava da bambino.

 “In the best Catholic tradition on December 25th 2010 I was pregnant, but it wasn’t Jesus in my belly. I discovered that I have a tumor at the liver”.

 “Come nella migliore tradizione Cattolica, il 25 dicembre del 2010 ero incinto, ma non c’era Gesù nella mia pancia. Ho scoperto di avere un tumore al fegato”.

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