Carta canta

Sull’inserto La Domenica di La Repubblica si trovano sempre degli articoli particolarmente interessanti. Consiglio la lettura di un pezzo uscito recentemente, di Michele Smargiassi, intitolato Carta Canta, che fornisce una breve analisi del fatto che i lettori continuino a preferire il libro cartaceo. Non si tratta di una sterile apologia del libro, costruita su basi puramente ideologiche, ma propone dei dati significativi:

Nell’impero dei gadget, il Giappone, 61 lettori su cento non hanno interesse a comperare un ebook. Negli Usa, dove uno su tre possiede un tablet o un ereader, la vendita di libri digitali si è fermata da un anno sulla soglia del 30 per cento dei titoli e del 15 per cento del fatturato. 

Dopo anni di tecno-lettura e di tecno-cultura, segue un periodo di eclatante indigestione tecnologica, che porta a rivalutare l’efficacia e il piacere del supporto cartaceo. Forse perché e dura da abbattere l’immagine di un oggetto fisico che ha un suo odore e un suo colore, che può essere concretamente tastato con mano, prestato, rovinato, sottolineato, perso e ammirato (se non vedo, non credo. In fondo, rimaniamo tutti dei S. Tommaso nel nostro piccolo). Ovviamente, l’eBook ha portato con sé degli incredibili vantaggi economici, di spazio e di tempo, dal momento che costa poco, si può avere subito e senza uscire di casa e non occupa uno spazio reale, ma non è ancora riuscito a raggiungere il suo gemello cartaceo in quanto a benessere psicologico.

O si inizia a pensare all’eBook come ad un oggetto intrinsecamente diverso o non ci si può non accorgere dei suoi difetti strutturali, che non soddisfano completamente le richieste dei lettori digitali: non tutti i testi sono disponibili in eBook, i siti di vendita spesso non sono trasparenti sui prezzi e sulle offerte e sono anche disorganizzati, non è semplice capire le potenzialità di un ereader o gestire tutti i vari formati di testo, spesso i testi digitalizzati sono mal impaginati o non sono chiari al momento dell’acquisto il numero delle pagine e il contenuto e non è accessibile economicamente per tutti la tecnologia che sta dietro a questo mondo digitale.

Insomma, il lettore e l’autore digitali ancora galleggiano in una realtà indefinita, che non ha delle sue regole o una sua filosofia e che, spesso, si basa solo sulla ricerca dei vantaggi più pragmatici. E per quanto riguarda l’Italia? Noi abbiamo vissuto questa grande indigestione tecnologica solo di riflesso, perché, in effetti, l’apprendimento e la lettura tradizionali in Italia non sono mai stati seriamente messi in discussione dai device digitali.

L’articolo Carta Canta, però, ci ricorda di come nel nostro Paese sia in corso da tempo una contrattazione vivace tra l’industria informatica, il Governo e la Scuola, al riguardo della digitalizzazione dei libri di testo. E’ interessante la dichiarazione di Giuseppe Ferrari, il direttore editoriale della Zanichelli: «Non produciamo solo pdf dei libri di carta, abbiamo elaborato contenuti e schemi multimediali, laboratori interattivi, tutoria online, tutto fornito gratuitamente a chi compra il libro di carta. Noi eravamo pronti anche nell’ipotesi Profumo (nel senso del passaggio nelle scuole ad un tutto-elettronico). Ma la scuola è pronta? Ecco, nel 2012 abbiamo venduto 1,2 milioni di libri multimediali. Sa quanti studenti hanno scaricato i contenuti digitali inclusi? Solo 23mila. Il due per cento. Un decreto ministeriale non basta, il digitale non è una bacchetta che risolve i problemi della scuola, finché a scuola non si afferma un paradigma didattico che è ancora tutto da inventare».

Ed è vero. Non è necessario recarsi nelle scuole italiane più disagiate per accorgersi di come il digitale e le nuove tecnologie, in questo momento, siano utilizzate come un bel tappeto sotto al quale nascondere tutto lo sporco incontrollato di un sistema didattico e sociale che non brilla. Forse, il blocco nella crescita degli eBook  della tecno-lettura è causato anche dalla presa di coscienza del fatto che il digitale non può essere utilizzato come una copertura di un universo cartaceo e manuale arrugginito, ma che ancora ha comunque molto da offrire. L’eBook non deve essere un punto di arrivo forzato, una maschera innovativa di un’editoria soffocata dalla burocrazia e dagli interessi economici e le nuove possibilità tecnologiche non aiutano gli insegnanti sottopagati e nemmeno riempiono le crepe nel muri delle nostre scuole.

tumblr_mzljqhuATR1tqol1io1_r1_500

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: