And then came a lot of sheep – #EP2014

Questa che state per leggere è un’interpretazione nata dal nulla. Da nessuna competenza, da nessun desiderio di leggere dappertutto dei messaggi subliminali o metaforici. E’ semplicemente una chiave di lettura istintiva e fantasiosa di un video da poco diventato virale. L’ho visto, l’ho rivisto e ho elaborato questa interpretazione, senza però crederci sul serio. Quindi, non preoccupatevi: non sempre cercano di manipolarci le menti da dietro uno schermo. A volte, è solo sana pubblicità.

Avete presente quei simpaticissimi spot pubblicitari che ormai spuntano all’apertura di ogni video di YouTube famoso o monetizzato? Ecco, ce ne sono di due tipologie. Quella del “mi piace vincere facile”, perché non ti dà la possibilità di saltarlo, ma devi per forza guardarlo tutto e quella del “o la va o la spacca”, nel senso che, dopo alcuni secondi di spot, compare un pulsante per andare direttamente al video che ci interessa. O la va o la spacca, perché in quei cinque secondi di spot devono riuscire a trattenerti fino alla fine, devono riuscire a convincerti a rimanere davanti alla pubblicità, devono riuscire a farti sentire quasi in colpa, assediato dalla curiosità di sapere come sarebbe andata a finire, nel caso tu scegliessi di saltare lo spot. E non è una cosa da poco. Quante volte, infatti, non appena compare quella manciata di secondi di pubblicità non desiderata, sbuffiamo, alziamo gli occhi al cielo, tamburelliamo con le dita sulla scrivania e neanche guardiamo tutto lo spot. Giustamente, anche, perché abbiamo passato già fin troppo tempo a maledire la pubblicità in televisione, che è sempre troppa, troppo lunga e posizionata nei momenti meno opportuni.

Il video di cui vorrei parlarvi non è di mera pubblicità, ma dovrebbe essere uno stimolo, se così si può dire, per i più giovani ad andare a votare alle elezioni europee, che si terranno tra il 22 e il 25 maggio in tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Il video si intitola And then came a lot of sheep (E poi arrivarono un sacco di pecore) , e già qui ci si domanda quale sia la connessione con le elezioni. Se già a questo punto dell’articolo siete andati a cercarlo, vuol dire che davvero i meccanismi pubblicitari spesso funzionano: lo scopo è quello di suscitare in noi la curiosità di capire il legame tra un titolo così anomalo e buffo e la serietà delle elezioni. Ad ogni modo, prendetevi ora due minuti per guardare il video: https://www.youtube.com/watch?v=80ESDHMKjhI.

Ho scoperto questo spot proprio perché è apparso come inserzione pubblicitaria prima di un altro video che volevo guardare. I primi cinque secondi, quelli fatidici, sono giocati nel modo migliore e, allo stesso tempo, più rischioso: non succede nulla. Fino ai primi trenta secondi, a dire la verità, non succede nulla di rilevante. Ma è proprio questo senso di lentezza, di attesa, di normalità, reso comunque incalzante dalla musica (dei Compact Disk Dummies, band electropunk del Belgio. Se vi sembra una scelta un po’ di nicchia, è per assecondare il sapore indie/hipster/alternative che attraversa tutto il video), a farci salire la voglia di aspettare fino alla fine, per vedere che cosa mai potrebbe succedere. Infatti, la scena si apre con un gruppo di ragazzi su di quelle che, ad una prima occhiata, sembrano delle scale da scuola. Incontriamo subito il protagonista, un ragazzo dalla faccia pulita e dai tratti tipicamente nordici, camicia bianca e pantaloni scuri, con un paio di bretelle a dargli un tocco un po’ dandy. 

Lui fa la fila per registrarsi e poi si dirige verso una cabina per votare: non siamo in una scuola, ma alle elezioni europee. Tutto ciò, nei primi trenta secondi, con un buon quantitativo di dettagli, primi piani e sguardi. Dal trentesimo (trentottesimo, per la precisione) secondo, la lentezza e il grigiore burocratico si rompono e tutto il resto accade in una nuvola di fretta, furore e nonsense. Un po’ come nel film Napoleon Dynamite. Ora vi darò la mia lettura di questo video. Se ancora non siete corsi a guardarlo, fatelo adesso, perché intendo procedere per punti, elencando i vari passaggi più importanti.

1 – Il ragazzo. Quel ragazzo non rappresenta tutti i possibili elettori, come questo video non è rivolto a tutti indistintamente. Con questo spot vogliono parlare a me, che ho vent’anni, e a tutti gli altri giovani elettori che per la prima volta si ritrovano a votare per le europee. Se è vero che le pubblicità migliori si calibrano in base al pubblico da raggiungere, questo fattore dovrebbe darci un’idea di come attualmente si pensa ai più giovani: probabilmente ci vedono come una generazione di hipster alternativi, che vanno a votare in camicia bianca e bretelle, sempre alla ricerca di emozioni forti e sublimi, sempre pronti ad infilare un tocco di poesia ovunque. Sono gli adulti a volerci così o quel ragazzo è lo specchio di quello che siamo davvero diventati? Mi viene in mente anche l’ultima pubblicità dell’Enel (https://www.youtube.com/watch?v=TI48xalz0Jw), “Guardiamo Avanti. La notte del Bernabéu e il cielo è azzurro sopra Berlino”, i cui protagonisti sono fatti all’incirca con lo stesso stampino. Ad ogni modo, quel ragazzo non è semplicemente un ragazzoma rappresenta IL VOTO L’ELETTORE giovane che ha scelto di non rimanere a casa a dormire.

2 – L’uomo e la donna che mangiano davanti al ragazzo. Gli scrutatori appaiono annoiati, stanchi, indifferenti. Addirittura, mangiano con poca eleganza un panino proprio di fronte al nostro giovane elettore. Lui li guarda speranzoso, con un pizzico di agitazione e dubbio sul volto. L’uomo è di un grigiore totale, compila moduli e consegna schede con un pieno disincanto. La donna si mangia il ragazzo con gli occhi, dalla posizione di potere nella quale si trova. Lui è al massimo della preoccupazione, ha la bocca rigida e le mascelle tese, risponde alle attenzioni della scrutatrice con un leggero incurvarsi delle labbra. In sottofondo, la musica elettronica dei Compact Disk Dummies inizia a salire, creando anche in noi una certa suspense. Come dire, l’atmosfera non è propriamente rilassante. Questo voto quasi sembra una sfida, una battaglia complicata. Ma, gli scrutatori che cosa rappresentano? Qui mi sono trovata di fronte ad un bivio, che poi ho sciolto solo più avanti nella visione del video. Sono i lavoratori alienati e ormai assuefatti dai meccanismi ripetitivi del loro impiego? Sono, forse, le classi sociali ed economiche più agiate e protette, che guardano dall’alto con disinteresse queste elezioni, permettendosi anche di mangiare sul voto e sulle speranze altrui? Alla fine, ho scelto questa seconda ipotesi e più avanti vi spiegherò anche il perché.

3 – Il momento del voto. E’ un momento tragicomico, direi. Il nostro ragazzo, per l’agitazione, sbatte la testa, esce incespicando dalla cabina, ribalta tutti i tavoli, tra lo stupore generale, e vola fuori dalla finestra, senza essere fermato da nessuno dei presenti. E da quando tra le controindicazioni del votare c’è anche il rischio di caduta da una finestra al quarto piano? Insomma, si vede che qualche cosa deve essere andato storto non tanto nell’atto del voto, ma proprio nel voto che si è scelto di dare. Il giovane elettore, chiaramente indeciso e confuso, ha forse optato per un voto di protesta, per un voto di comodo o, magari, non ha proprio votato. La possibilità di votare e di scegliere i nostri rappresentanti è un diritto insostituibile e di grande importanza, da non prendere sottogamba o per gioco. Le conseguenze di una votazione immatura o fatta per odio le si vedono nel video fin da subito, con la caduta rovinosa dell’elettore, ma non terminano qui. La stanza è piena di spettatori e di scrutatori, che nient’altro fanno se non rimanere immobili a fissare la tragedia, il crollo, senza cercare di aiutare il ragazzo.

4 – La caduta e l’atterraggio. Ecco perché ho scelto di vedere gli scrutatori come il simbolo dei privilegiati sociali ed economici. Il video è impostato come se fosse un’intervista fatta a posteriori ai testimoni dell’evento. Anche lo scrutatore maschio, quello che stava pigramente mangiando un panino, viene intervistato e riassume con grande stupore e incredulità il momento della caduta del ragazzo, avvenuta proprio sotto i suoi occhi. E’ l’atteggiamento tipico di chi non ha nulla da temere, di chi potrà sempre decidere, quale che siano gli esiti delle elezioni, il bello ed il cattivo tempo. Quello scrutatore rappresenta i più agiati e intoccabili, che muovono con indifferenza le corde dei burattini e che poi, nei momenti di crisi e di disagio, rimangono a guardare in disparte, tenendosi ben stretti i loro privilegi, senza mai davvero agire o intervenire. Sono quelli che poi, nei dibattiti, si strapperanno per finta i capelli e fingeranno costernazione di fronte ai problemi. Il nostro giovane elettore cade, ma non muore. Atterra pesantemente di schiena su di una piccola bancarella di frutta e verdura. Sarebbe fin troppo bello ipotizzare che questa immagine rappresenti la crescita inarrestabile del potere positivo dell’agricoltura o dei prodotti biologici a km zero, ma, in verità, io la vedo come una caduta gravosa sulle spalle dei più poveri. Ricordiamolo, il ragazzo non è solo un ragazzo, ma ha assunto il valore di un voto sbagliato e di un elettore inconsapevole. E le cattive scelte portano a cattivi rappresentanti, che portano sempre e comunque ad un peso da aggiungere sulla schiena dei più disagiati.

(Attenzione. Da qui in poi, l’interpretazione diventa, se possibile, ancora più allucinogena e fantasiosa).

5 – La macchina. Il ragazzo, stordito dalla caduta, inciampa in mezzo alla strada. Arriva una macchina. Viene poi intervistato anche il guidatore, che dichiara di aver dovuto sterzare a sinistra e a destra per evitare il giovane. Sterzare è un verbo che indica, in primo luogo, l’atto del cambiare direzione durante la guida, ma ha anche un secondo significato: indica i cambiamenti bruschi di orientamento politico. La macchina simboleggia i governi che, per evitare il collasso totale, oscillano nervosamente tra destra e sinistra, fino ad arrivare alla perdita di ogni controllo, cadendo quindi in movimenti demagogici o populisti. La macchina si schianta contro un negozio di animali.

6 – Gli uccelli. Dalla vetrina spaccata del negozio, si alzano verso il cielo decine e decine di colombe bianche. Fuggono via, circondando il ragazzo, che rimane in piedi immobile, quasi in estati di fronte a questa scena. E’ la fuga dei cervelli, che nei momenti di maggiore crisi e spaccatura scelgono di lasciare la nave e di cercare di sopravvivere altrove. Non solo, il ragazzo immobile ed incantato rappresenta tutta la sterile retorica poetica e accusatoria che in questi anni abbiamo sviluppato attorno ai giovani che partono e cambiano Paese. Ne parliamo sempre, scriviamo articoli, romanzi, saggi, inchieste su di loro, li guardiamo da lontano con una certa invidia e ammirazione, ma nulla comunque cambia.

7 – And then came a lot of sheep. Le pecore. Forse la scena clou di tutto il video, è quella che porta anche alla conclusione di questo viaggio nonsense. Dal negozio di animali esce una mandria di pecore in corsa. Sono a centinaia, trottano verso il ragazzo belando forte e si riversano dappertutto, creando il caos. Sarà anche una visione banale e acida, ma io associo il gregge al popolo. Non a tutti i cittadini, sia ben chiaro, ma in modo particolare a quelle persone che, solitamente, non si impegnano mai in nessuna battaglia, in nessuna azione di protesta durante i periodi di calma e che, poi, solo quando scoppia la crisi e vengono messe le mani ai loro portafogli si svegliano dal torpore delle loro coscienze, della loro pigrizia. Non per nulla, quelle centinaia di pecore erano rimaste chiuse ed in silenzio nel caldo del negozio di animali fino a quando non è arrivato il vero crollo, che ha spaccato la loro gabbia protettiva. Quelle pecore mi fanno venire in mente I Forconi, composti da persone che se ne stanno al sicuro a belare davanti alla televisione per tutto l’anno, salvo poi uscire ad urlare e a creare il panico per qualche giorno di ribalta. Quelle pecore rappresentano le rivolte incontrollate, che travolgono rabbiosamente la presunta causa dei mali, ma che, comunque, la lasciano in vita. Il ragazzo viene calpestato e attaccato, ma sopravvive. Viene intervistata la scrutatrice, che con aria preoccupata e scossa dice che il giovane sarebbe potuto morire sotto gli zoccoli delle pecore. Come la sua controparte maschile, rappresenta le classi più privilegiate che dall’alto osservano i tumulti della gente, stupendosi, indignandosi.

8 – Lo sguardo. Alla fine, il ragazzo si rialza, guarda verso un punto indefinito dietro alla telecamera e ritorna a votare. And what will your first time be like? Find out on Election Day (E la tua prima volta come sarà? Scoprilo alle elezioni). Non saprei se dare a questa chiusura un’interpretazione negativa o positiva. Negativa nel senso di circolarità, di errori e di corruzioni che si spengono e ritornano, si spengono e ritornano. Positiva nel senso di speranza di un cambiamento, dato dalla coscienza dell’importanza del voto. Tenendo sempre in considerazione lo scopo di questo spot, propendo per la seconda opzione.

Al di là di questa interpretazione fuori dagli schemi e assai forzata, ci tengo anche io a sottolineare l’importanza delle elezioni europee. Non sottovalutatele, informatevi e fate sentire la vostra voce: http://www.elections2014.eu/it.

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