Quando la lettura nelle carceri è una seconda vita

“[…] A Washington c’è un club del libro molto particolare, che si chiama Free Minds. Lezioni a base di libri e di tecniche di scrittura, ma fino a qui nulla di nuovo. È già meno scontato sapere che il corso è rivolto ai detenuti del carcere di Washington DC, desiderosi di confrontarsi con la lettura e con un mondo che forse prima non li aveva mai toccati. L’idea, partita dai giornalisti Tara Libert e Kelli Taylor, compie ormai 13 anni ed è l’esempio di come un’autoterapia di questo genere possa essere un percorso valido di reinserimento nella società. La promozione della lettura nelle carceri è un modo non per cancellare il passato, ma per dargli voce attraverso la scrittura, anche nella prospettiva di riscrivere il proprio futuro grazie ai libri […]”.

Il mio articolo su http://www.cultora.it/quando-la-lettura-nelle-carceri-e-una-seconda-vita/.

 

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