#Verybello? A che punto siamo?

Ve lo ricordate #verybello, il giocattolino fatto uscire dal MiBACT a gennaio per rendere l’EXPO e le bellezze italiane un po’ più social? Bene. Aveva fatto scandalo, appunto perché organizzato e gestito male. Tra le scusanti per quelle oscenità c’era anche il fatto che fosse solo in Beta Version, con la prospettiva di essere migliorato in tempi brevi.

E ora, dopo tre mesi, che siamo ad aprile e l’EXPO è alle porte, #verybello come se la sta passando? Quatto quatto, in silenzio, magari qualche miglioria l’ha pure avuta e noi non ne siamo al corrente. Per scoprirlo, facciamo prima un breve riassunto dei suoi punti deboli iniziali. In primo luogo, il sito era impostato unicamente sulla lingua italiana: #veryinutile se si vuole rendere internazionale ciò che il nostro Paese ha da offrire. Poi, non erano forniti dei contatti, né era presente il nome dell’azienda (Lolaetlabora) che aveva collaborato alla creazione di #verybello (mica scemi a non lasciare il proprio nome su un prodotto del genere). La gestione dei contenuti risultava assai disorganizzata, fastidiosa e poco utile ai fini dello scopo che il sito stesso si è prefisso. I pulsanti per la condivisione sui social non funzionavano. Numerosi, inoltre, gli errori di battitura presenti. Per saperne di più, basta dare un’occhiata al mio articolo “Sul perché verybello fa davvero incazzare”.

E ora? Iniziamo con il cercarlo su Google e quello che ci appare è una meravigliosa “X” al posto dell’effettivo nome del sito. I grandi misteri. Una volta aperto, ad un primo sguardo possiamo vedere ancora in alto a sinistra l’etichetta della Beta Version: è lì, che speranzosa ci chiede di pazientare nell’attesa che il sito da quel bruttissimo anatroccolo deforme che è si trasformi in un meraviglioso cigno. E noi pazienteremo pure, ma l’EXPO è quasi qui e le “bellezze italiane” sono già pronte. Più di tanto, poi, in una piattaforma impostata in questo modo, non è chiaro quali possano essere gli sconvolgenti miglioramenti che giustifichino un salto da una beta ad una versione definitiva.

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Grazie al cielo, i contenuti sono stati tradotti in lingua inglese. Per non risultare troppo critica a torto, mi rivolgo agli addetti ai lavori di questo settore: le traduzioni sono corrette e scorrevoli? Ad un primissimo impatto, giusto per dire, mi sembrano ricalcate dalla sintassi italiana. Ad ogni modo, andiamo avanti. Finalmente, “scrollando” verso il fondo, si arriva ad un fondo di pagina, prima inesistente. Cortesemente, ci vengono forniti dei contatti, anche per proporre l’aggiunta di un evento. Dando uno sguardo ai contenuti, ritroviamo invece gli stessi fastidi che caratterizzavano il sito alla sua apertura: l’organizzazione è formalmente corretta, ma in pratica del tutto inutile. Ecco, il mistero forse più grande riguardo a #verybello rimane probabilmente il “perché”, il senso del sito stesso. La possibilità di scegliere le categorie degli eventi è forse utile, in fondo. La possibilità di avere dei consigli e una scrematura in base al periodo invece no, proprio no: si ricordi che #verybello raccoglie eventi non strettamente legati all’EXPO e che quindi si possono anche svolgere in un periodo piuttosto ampio (mostre ed esibizioni, ad esempio), perfino dall’anno scorso all’estate o autunno del 2015. Quindi, anche richiedendo di vedere gli eventi specifici del weekend o della settimana, comunque ci ritroviamo davanti gli stessi eventi della homepage. Ottimo!

I pulsanti per la condivisione sui social sono stati sistemati, per fortuna. Ancora non è presente nessun altro metodo alternativo al professionalissimo (?) Google Maps per fornire le indicazioni relative ai luoghi degli eventi. Insomma, un grande aiuto per i visitatori stranieri. Non è possibile neanche accedere ad una minimappa generale che geolocalizzi gli eventi in modo semplice da consultare. Sulla gestione dei contenuti, poi, rimane il problema di un sostanziale spreco di spazio ed energie, perché sì, sono cliccabili, ma non forniscono mai ulteriori informazioni.

Insomma, l’idea era anche interessante: creare una piattaforma per aggregare gli eventi dell’EXPO e culturali che caratterizzano la bellezza italiana. Sì, ma il tutto è stato gestito in modo poco intelligente e funzionale. Perché non c’è interazione tra gli utenti e i creatori? Perché non è data la possibilità agli utenti di interagire attivamente, magari in una community o in un forum apposito? Perché questo sito sembra vuoto, confuso e altamente inutile? Perché non si dà uno straccio di informazione in più sulle motivazioni che hanno spinto alla sua creazione o sull’EXPO? Giusto per avere un’idea di come dovrebbe essere organizzato un sito del genere, fatevi un giro su www.ioleggoperche.it e www.opencultureatlas.tropicodellibro.it.

Giusto per concludere in bellezza, fatevi un giretto anche sui social di #verybello, andate a spulciare nelle sue pagine di Facebook e Twitter. Come, come? Sono del tutto vuote? Esatto!

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