Libri sull’Islam che diventano casi editoriali

Mi ricordo di una lezione di editoria in cui il mio professore, redattore per due importanti case editrici, ci parlò delle scelte che un editore deve operare nel capire quali sono i libri che venderanno e quali invece no. A volte vengono fatte delle scelte di comodo, a volte invece vincono i contenuti davvero buoni o molto scottanti. Ci raccontò di come dopo neanche 48 ore dal “gran rifiuto” di Papa Benedetto XVI, la casa editrice per cui lavorava fece uscire uno dei libri più accurati, lucidi e venduti al riguardo, cavalcando l’onda del momento.

Le variabili che toccano il mondo dell’editoria sono sfuggevoli, ma certe volte assai prevedibili, come nel caso del picco di vendite di libri sull’Islam che si è verificato dopo la strage di Charlie Hebdo e che ancora oggi non cala. Un’altra lezione “editoriale” l’ho ricevuta dal mio professore di religione del liceo, che ridendo ci diceva che il mercato dei libri si basa su due categorie intramontabili: quella dei libri scandalistici e quella dei libretti su Padre Pio. Il libro “scandalo” piace sempre, ma appunto per questo si rischia che a muovere le attenzioni dei lettori verso un approfondimento sul mondo islamico siano proprio le voglie di gossip.

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A rendere più appetibile rispetto agli anni passati la letteratura monografica sull’Islam sono gli atti clamorosi di violenza che in questi ultimi mesi hanno portato ad una “guerra fredda” su scala ridotta tra l’Occidente e il Medio Oriente. Un contrasto forte che si trascina da anni, ma che torna nelle nostre coscienze solo quando diventa più urgente e minaccioso. Dailymail in uno dei suoi ultimi articoli riporta dei dati interessanti relativi alla Francia, Paese che da decenni e più è a stretto contatto con una forte multireligiosità di stampo islamico: dopo Charlie Hebdo, gli editori specializzati in libri sull’Islam hanno aumentato del 30% le vendite e analogamente la richiesta di libri sul mondo islamico nei primi mesi del 2015 è di 3 volte superiore rispetto a quella dello scorso anno. Lo stesso picco di interesse si ebbe con l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

È interessante vedere come nell’era dell’informazione digitale e dei blog l’ultima parola venga comunque data ai libri in fatto di approfondimenti più sicuri e completi. Il rischio, come è stato già detto, sta nel perdersi in un mare letterario che negli ultimi anni ha trovato molta fortuna cavalcando l’onda della curiosità. Quali sono i libri migliori? Quali invece si limitano a fornire informazioni succulente e faziose? Attenzione, un altro “pericolo” risiede nell’approcciarsi a libri sull’Islam già con dei pregiudizi, con il solo desiderio di trovare delle prove per un’idea che abbiamo: “l’Islam è buono”, “l’Islam è cattivo”.

Al di là di questo, anche il popolo del web si sta interrogando sui libri da scegliere e queste sono alcune delle risposte:

  • Sottomissione di Michel Houellebecq. Questo è uno dei libri dell’anno, uno di quelli che per i fatti di Charlie Hebdo ha ricevuto più eco e pubblicità, purtroppo. Appare come un libro “scandalo”, ma non lo è, proprio perché non è uscito dopo la strage di Parigi, ma quasi in concomitanza, dal momento che era già stato scritto.
  • Il mio corpo mi appartiene di Amina Sboui, la ragazza tunisina che nel febbraio 2013, ancora minorenne, decise di fotografarsi a petto nudo postando lo scatto su Facebook dopo essersi scritta sul torace: “Questo corpo mi appartiene”. Anche questo titolo, uscito a gennaio poco tempo dopo l’attentato, è stato particolarmente richiesto, soprattutto per la storia della giovane scrittrice, che oggi vive proprio a Parigi.
  • L’islam spiegato ai nostri figli di Tahar Ben Jelloun. Il suo nome è un classico quando si parla di integrazione e di diversità religiose o etniche.
  • I libri di Khaled Hosseini. In un panorama di lettori che comunque vogliono trovarsi tra le mani dei libri belli e coinvolgenti, restano un sempreverde i capolavori di uno scrittore che ha saputo dipingere la realtà islamica attraverso la forza dei suoi personaggi.
  • I libri storici, perché nelle questioni così controverse e delicate lo sguardo neutrale e pragmatico della storia può essere illuminante.
  • Il Corano. Sorprende il numero di curiosi occidentali non islamici che per comprendere meglio un credo che appare così distante eppure così vicino si lanciano nella lettura di uno dei testi religiosi più controversi.

Il mio articolo su http://www.cultora.it/libri-sullislam-che-diventano-casi-editoriali/.

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